Assimil Ita 29-34
Una giornata di Francesca Pronto?... Sei tu, Ida? Sì, sono io. Ciao, Francesca, come va? Non c’è male. Hai due minuti? Certo, aspetta un attimo: spengo la radio e accendo una sigaretta. Eccomi qua. Allora: che hai fatto in questi ultimi giorni? Bah, le solite cose... i bambini, la casa, il lavoro... Sei andata in ospedale stamattina? Sì, come al solito, e prima ho accompagnato i bambini a scuola. Per di più Lisa ha fatto un sacco di capricci per andare all’asilo, ed è entrata solo quando è arrivato Federico... il suo amico del cuore! Alla fine del mio turno in ospedale ho fatto un po’ di spesa: sono passata dal macellaio e dal salumiere, e poi anche in lavanderia a ritirare un vestito... Ieri sera invece ho passato una serata piacevole...
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Verbo: sei, sono, va, c’è, hai, aspetta, spengo, accendo, hai fatto, sei andata, ho accompagnato, ha fatto, è entrata, è arrivato, ho fatto, sono passata, ho passato
Una serata piacevole (I) Che cosa avete fatto di bello? Abbiamo invitato qui da noi degli amici per festeggiare il nuovo lavoro di Marco. Ti ricordi di Marco, il nostro amico romano? L’hai conosciuto quando siamo andate a Roma l’anno scorso. Ho telefonato anche a te, ma… Oh, figurati, ieri sono andata in giro tutta la giornata! E chi è venuto? Sono venuti Laura e Paolo, Chiara e Marcello, e Caterina. Abbiamo chiacchierato e riso molto. Abbiamo anche bevuto un po’. Marcello e Davide come al solito hanno raccontato un sacco di barzellette e poi, verso mezzanotte, Davide ha preso la sua collezione di vecchi dischi e abbiamo ballato tutti i vecchi balli, il valzer, il cha-cha-cha, il twist. Ma fino a che ora siete restati insieme? Non lo so esattamente, ma almeno fino alle tre.
Una serata piacevole (II) Ad un certo momento abbiamo avuto una telefonata dei vicini: la signora Serbelloni ha cominciato a protestare, ma Davide ha subito proposto a lei e a suo marito di venire da noi… E loro hanno accettato? Certo, e sono stati i più scatenati. Hanno ballato un tango argentino… sono stati davvero irresistibili! Alla fine hanno avuto gli applausi generali. Insomma è stata una vera festa! Sì, è stata molto divertente, ma è finita tardissimo, e poi ho avuto mal di testa tutta la mattinata. Ma tu, piuttosto, perché non mi racconti dove sei stata ieri? Adesso ti racconto… ma forse siamo state già troppo al telefono. Perché invece non pranziamo insieme domani? Volentieri. Andiamo al nostro solito ristorante? Perché no? A che ora? Facciamo all’una… ma mi raccomando, Ida, arriva puntuale!
Che distratta! Ecco Francesca seduta al tavolo di un ristorante della Milano vecchia. Le due amiche lo conoscono da molto tempo e ci vanno spesso. Francesca è arrivata per prima. Cerca Idania non la trova… è in ritardo, come al solito. Dov’è Ida? Eccola lì: ha preso al volo un taxi, ha dato l’indirizzo del ristorante e ha chiesto al tassista di fare il più presto possibile. Cara signora, lo vede anche lei che c’è un traffico pazzesco, è l’ora di punta. Povera me! Ho dimenticato il portafogli! Insomma, signora, i soldi per pagare ce li ha o non ce li ha? Adesso li chiedo alla mia amica. Hai cinquemila lire Francesca? Certo, eccole, ma… poi ti spiego. Ida prende le cinquemila e le dà al tassista. Ma signora, Lei paga quattromila duecento lire. Non fa niente, può tenere il resto.
Un’intervista Finalmente! Scusami, cara, ma non sono potuta arrivare prima… Ma che cosa è successo? Ho messo il portafogli nella borsa nera, e poi l’ho lasciata sul letto e ne ho presa un’altra… Ma tu che cosa bevi? Ho ordinato un Martini, ne vuoi uno anche tu? Mmmm… ne ho già bevuto uno, lasciamo perdere. Che vita! Ieri ho avuto un’altra giornata assurda. Sai che la squadra di calcio del Brasile è a Milano per giocare una partita contro l’Inter. Il capo-redazione mi ha detto di andare a intervistare il famoso Pelé. Non ne sono stata per niente contenta: io detesto il calcio. Ma non ho potuto rifiutare e sono dovuta andare. Per di più questo signor Pelé ha preteso di fare l’intervista a un’ora impossibile: così, ieri mattina sono uscita all’alba e di pessimo umore, e ho maledetto il calcio, i calciatori e i tifosi.
L’M.L.M.M. Che cosa prendi? Forse le melanzane al funghetto, le vuoi anche tu? No, le ho mangiate proprio ieri. Preferisco i funghi alla griglia. Intanto ti racconto della mia giornata: dopo l’intervista a Pelé ho dovuto fare un servizio sull’M.L.M.M. E che cos’è? Non hai letto i giornali degli ultimi giorni? No, li ho appena sfogliati. M.L.M.M. significa: Movimento di Liberazione dei Mariti Maltrattati. Ma dici sul serio? Come no! Ne ho intervistati due: il Presidente e il Segretario Generale. Mi hanno detto che lo scopo dell’Associazione è la difesa dei mariti oppressi da mogli aggressive. E non hai fatto delle fotografie? Sì, ne ho fatte parecchie. Guarda, qui ne ho una: due militanti del Movimento sotto un cartello che dice: SIAMO UOMINI E NON DOMESTICHE.
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